“In tema di fallimenti” – afferma l’on. Angelo Alessandri, Segretario Nazionale della Lega Nord Emilia, – “Marchi è un esperto, dovrebbe infatti sapere che l’attacco speculativo a cui oggi è sottoposta l’Italia è causato da una Banca Europea e da una moneta senza Stato, ossia da quell’europeismo miope costruito proprio dal suo compagno Prodi.
Non volendo assumersi la responsabilità di avere votato insieme all’on. Berlusconi la manovra più iniqua della storia recente, l’on Marchi, Pd, se la prende con la Lega.
Marchi fa finta di non sapere che in una situazione di crisi pesantissima che ha investito il Paese nel triennio 2008-2010, la Lega al Governo ha garantito oltre due miliardi di ore di ammortizzatori sociali per imprese e lavoratori e che le manovre da noi varate erano per lo più finalizzate al taglio della spesa pubblica improduttiva.
Dai professori” – puntualizza il deputato del Carroccio – “ci si aspettava molto di più, ad esempio proseguire con più vigore la nostra politica dei tagli alla spesa pubblica oppure misure volte all’abbattimento del debito pubblico, invece ciò che Pd e Pdl hanno consentito è l’ennesimo accanimento sui soliti noti del Nord, tramite una miriade di tasse.
L’on. Marchi dovrebbe riconoscere che la Lega si è sempre opposta all’anticipazione delle misure previste per l’attuazione della riforma pensionistica già programmata e concordata con l’Unione Europea. Se non lo fa è semplicemente perché, con il voto che ha espresso in aula, è responsabile della mazzata che arriva sui pensionati, sulla classe degli anni cinquanta che in pensione ci stava per andare e sui giovani che la pensione nemmeno la vedranno.
L’anticipazione della riforma delle pensioni non era necessaria, ma il Pd ha deliberatamente deciso di sacrificare i lavoratori del Nord.
Oltre a distorcere la verità” – prosegue Alessandri – “Marchi ha anche la memoria corta: in primo luogo nel 2005 la Lega riformò la Costituzione tagliando il numero dei parlamentari, ma la sinistra spinse per un voto negativo nel referendum confermativo per cui oggi stiamo ancora parlando di dimezzare i parlamentari. In secondo luogo il federalismo fiscale è legge ed è una rivoluzione da applicare: solo in materia sanitaria i risparmi attesi sono di 20 miliardi di euro all’anno. Questo Governo invece ha preferito cominciare a stravolgerlo applicando un’Imu, che non andrà più interamente ai Comuni e colpirà anche la prima casa.
Mentre le fasce più deboli sono tartassate, ciò che Marchi e il Pd tacciono sono i grandi regali alle banche, a partire dalla garanzia di Stato sulle nuove obbligazioni da esse appena emesse. Guarda caso questo Governo “fantoccio” imposto da Napolitano ha proprio nelle banche il suo il sistema di riferimento.
Più che salvare l’Italia, i nuovi amichetti di Marchi favoriscono le banche, facendone pagare il conto a famiglie e imprese del Nord. La posizione della Lega è coerente con il mandato popolare ricevuto che non prevedeva ribaltoni di Palazzo.
Non è attaccando la nostra coerenza che Marchi e il Pd si laveranno la coscienza. Noi ci opporremo sempre al pensiero unico dei poteri forti” – conclude il Segretario leghista – “e per tutte queste ragioni il 7 gennaio saremo in Piazza”.

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