Angelo Alessandri ha partecipato alla Festa della Polizia, Sabato 9 Maggio a Reggio Emilia.

Di seguito un commento del candidato sindaco a Reggio Emilia e in calce un estratto della proposta di Legge presentata dall’on. Alessandri sulla necessità di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di Polizia e che proprio in occasione di questa festa, torna di cogente attualità per garantire ed elevare il livello della risposta alla necessità di sicurezza invocato dai cittadini.

Nel 157° della Fondazione mi preme ringraziare tutte le donne e gli uomini
della Polizia di Stato per il lavoro che giornalmente compiono sul nostro territorio.

Territorio reso un quotidiano campo di battaglia, come ricordato oggi nella relazione dal Questore, dal progressivo radicamento delle cosche calabresi, delle organizzazioni cinesi, e via via bande dedite allo spaccio, gruppi dell’Est, furti di rame da parte di bande nomadi, violenze varie, pendolarismo dalla Campania e Sicilia con rapine e “pizzi”, lotta giornaliera per il numero altissimo di clandestini, abusivismi, degradi e zone franche, bande rumene o albanesi….

Un disastro e soltanto grazie al serio lavoro delle forze dell’ordine, non è ancora scoppiato tutto.
A loro tutta la mia vicinanza ed il sostegno che posso e che potrò dare.
Chi ha governato Reggio in questi anni non ha voluto vedere, capire, aprire gli occhi e quindi intervenire.
Colpevoli di un lassisimo politico responsabile di buona parte di ciò che sta accadendo. Sono anni che avvisiamo, inascoltati!

Adesso ci vuole un cambio vero, un amministratore in prima linea ed un Sindaco anche sceriffo,almeno nelle prime risposte e sino al ritorno della normalità, capace di utilizzare gli strumenti che ci sono, dando garanzie ai reggiani. Io sono pronto a farlo.

PROPOSTA DI LEGGE
per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia Presentata il 24 marzo 2009

La necessità di provvedere a un riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia è oramai riconosciuta da ogni componente politica e fortemente richiesta dagli uomini e dalle donne che, ogni giorno, sono chiamati a garantire la sicurezza del Paese. Con la presente proposta di legge si intende dare corso a un riordino complessivo dei ruoli e delle carriere per tutto il personale delle Forze di polizia, attualmente disciplinati da decreti legislativi adottati nel 1995 e, poi, nel 2000 e nel 2001.
La Camera dei deputati nella XIV legislatura aveva approvato un testo unificato relativo alla delega al Governo per il riordino dei ruoli del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate (atto Senato n. 3755), ma il provvedimento non solo non aveva avuto la definitiva approvazione al Senato della Repubblica a causa dell’intervenuta interruzione anticipata della legislatura stessa, ma aveva anche incontrato molti dissensi, soprattutto da parte delle organizzazioni sindacali.
Nella XV legislatura, lo stesso testo, pur essendo stato presentato presso il Senato della Repubblica (atti Senato n. 142 e n. 430), non ha proseguito il proprio iter di approvazione. Appare pertanto opportuno procedere a un riordino definitivo dei ruoli e delle carriere in oggetto, adeguato alle problematiche esistenti rispondendo in modo soddisfacente alle aspettative delle Forze di polizia verso cui il Parlamento ha un dovere di attenzione per lo spirito di servizio e di sacrificio che esse mostrano nel garantire la sicurezza del Paese.
Innanzitutto, pur riconoscendo la sostanziale omogeneità e l’allineamento dei relativi trattamenti economici tra gli ordinamenti delle Forze di polizia e gli ordinamenti delle Forze armate non può però disconoscersi che diverse sono le esigenze, diverse le funzioni e diversa è anche la natura del rapporto tra cittadino e apparati dello Stato, a seconda che si tratti di organismi deputati alla difesa interna dell’ordine pubblico, contro l’aggressione della criminalità comune e organizzata, del terrorismo e dell’eversione o della violenza politica, ovvero di strutture militari deputate alla difesa in armi dell’indipendenza e dell’integrità del Paese e dei valori comuni in cui l’Italia e gli organismi internazionali di cui fa parte, si riconoscono.
Per quanto riguarda la sicurezza, fondamentale importanza assumono le questioni della selezione, della formazione e dell’organizzazione delle risorse umane. Parimenti importante è l’inserimento degli operatori in un contesto di riferimenti culturali, associativi e di appartenenza vicini alle esperienze lavorative del Paese. Non potrà più essere rimandata la valorizzazione della cultura e della professionalità, oltre che dell’esperienza data dall’anzianità di servizio, in quanto elementi fondanti del processo di formazione continua e di assunzione di nuove responsabilità di un operatore di polizia. Si dovrà quindi procedere a distinguere in modo più chiaro il Comparto sicurezza dal Comparto difesa, comprendendo nel primo il personale delle Forze di polizia, incluso il personale dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza.
Il riordino delle carriere effettuato nel 1995 ha creato non pochi problemi e sperequazioni che hanno continuato a permanere anche dopo l’entrata in vigore della legge delega n. 86 del 2001 e i successivi decreti legislativi di attuazione. La presente proposta di legge, mediante la delega al Governo per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia, si prefigge lo scopo di rispondere in maniera adeguata a esigenze che già si erano prospettate con i precedenti provvedimenti di riordinamento e di parametrazione. In particolare si propone la valorizzazione qualitativa ed economica delle qualifiche iniziali e l’unificazione dei ruoli degli agenti ed assistenti e dei sovrintendenti, e ruoli corrispondenti, in un unico ruolo. Tale unificazione si rende necessaria perché attualmente, dopo solo quindici anni, la carriera del poliziotto, del carabiniere e del finanziere raggiunge la qualifica apicale e comporta la permanenza per altri venticinque anni negli stessi grado e qualifica e con la stessa retribuzione. È necessario, pertanto, eliminare una simile mortificazione economica e professionale, favorendo un percorso di carriera realmente aperto.
Finora non è stato mai previsto alcun automatismo nella progressione di carriera degli assistenti capo e alcune previsioni allo scopo proposte («unificazione del ruolo degli agenti ed assistenti con quello dei sovrintendenti, assicurando una ripartizione dei relativi organici coerente con le esigenze di funzionalità delle amministrazioni e con i princìpi di sostanziale equivalenza e allineamento dei relativi trattamenti economici») non risolvono assolutamente l’annosa questione e sarebbe inaccettabile penalizzare ulteriormente con un simile provvedimento gli appartenenti al ruolo esecutivo.
È per questo motivo che si deve consentire una reale ed effettiva progressione di carriera nell’ambito dell’unificato nuovo ruolo degli agenti ed assistenti e dei sovrintendenti; si devono garantire norme transitorie di tutela per chi, dopo il riordino del 1995 e le ulteriori norme introdotte nel 2001, potrebbe subire una dequalificazione nel nuovo ruolo unificato e si devono garantire agevolazioni per la progressione nella carriera per chi avendo sostenuto selezioni concorsuali e corsi di formazione e di aggiornamento professionali potrebbe subire ingiustificabili mortificazioni.
Una specifica valorizzazione qualitativa ed economica è poi necessaria per il ruolo degli ispettori, fulcro dell’area funzionale dei «quadri» con funzioni di concetto. A tale fine si ritiene opportuna l’istituzione di un nuovo ruolo direttivo all’interno del quale far confluire gli ispettori superiori sostituti ufficiali di pubblica sicurezza (SUPS) e i sostituti commissari e ruoli corrispondenti, consentendo il riconoscimento delle funzioni direttive ordinarie espletato dalle citate qualifiche apicali. È altresì necessaria la valorizzazione dirigenziale dei funzionari di polizia e degli ufficiali delle Forze di polizia ad ordinamento militare, alla quale si procede mediamente l’istituzione di un nuovo ruolo dei dirigenti per equiparare, sia ai fini economici che giuridici, le qualifiche del ruolo a quelle della carriera prefettizia, introducendo la contrattualizzazione della dirigenza.
La presente proposta di legge, in conclusione, è finalizzata a incrementare la funzionalità, l’efficacia e l’efficienza delle amministrazioni della pubblica sicurezza, a valorizzare il personale ad esse appartenente anche sotto l’aspetto economico, prevedendo la giusta perequazione con i trattamenti economici corrisposti al personale della polizia locale (che oggi percepisce uno stipendio tabellare base mensile di circa 250 euro maggiore di quello del personale delle Forze di polizia), a riconoscere e a valorizzare la cultura e la professionalità come elementi fondanti del processo di formazione e di evoluzione continue di assunzione di nuove responsabilità degli operatori delle Forze di polizia, nonché a riconoscere, per quanto concerne la tutela economica, pensionistica e previdenziale, la specificità di funzione, i rischi e la professionalità derivanti dal fondamentale compito affidato a chi ricopre un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza pubblica.

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