Le scuole d’infanzia reggiane: le liste d’attesa e le mancate risposte di Delrio alle famiglie.

Il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio ha più volte sbandierato in occasioni pubbliche anche recenti, che le scuole reggiane sono il suo vanto, un’eccellenza per la città perché capaci di rispondere ai bisogni educativi e di assistenza alle famiglie.
I dati dicono che non è così e quello che è stato raccontato è soltanto uno spot elettorale smentito dalla realtà delle graduatorie e dalle mancate risposte alle famiglie reggiane mentre viene riservato, con il solito atteggiamento buonista, un occhio di riguardo agli stranieri che godono di privilegi assolutamente ingiustificati.

Scorrendo le nuove graduatorie delle scuole d’infanzia di Reggio Emilia, si può notare che ci sono più di 400 famiglie su 982 in lista d’attesa.

Probabilmente il Sindaco si riferisce alle liste d’attesa dell’anno scorso, quando afferma che ci sono “liste d’attesa azzerate”, pur non fornendo alcun dato pubblico. E se gli azzeramenti dei quali si parla sono avvenuti ad Aprile allora è ancora peggio perché significa che ci sono famiglie che da settembre a marzo hanno provveduto di tasca propria alla mancanza del servizio.

Analizzando la situazione dei nidi, la cui graduatoria sarà pubblicata il 30 maggio, si evidenziano i criteri tortuosi e faziosi utilizzati per destinare un punteggio alle famiglie utile poi all’ingresso del bambino nelle strutture.
Secondo una tabella di comparazione fra i punteggi assegnati ai disoccupati a Reggio Emilia, Parma e Verona, rispetto a chi lavora stabilmente, si vede con chiarezza che nelle altre città il punteggio di disoccupazione, comunque inferiore a quello di un lavoratore, è vincolato dalla “dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro depositata presso i centri per l’impiego”, cosa che a Reggio Emilia, naturalmente, non avviene.

Nelle città di Parma e Verona, inoltre, vi sono punteggi di residenza, e non c’è il surreale “punteggio secondario” che riguarda, ad esempio, i “nonni residenti fuori Italia”. Idem per quanto riguarda il punteggio del “disagio sociale”, presente solo a Reggio e che è PARI A CHI LAVORA OLTRE 37 ORE SETTIMANALI!

Da tutto si evince che i servizi vengano garantiti, tramite questi criteri, prima di tutto a chi non lavora, senza nemmeno sincerarsi se abbia o meno l’intenzione di farlo, penalizzando di fatto le donne che lavorano, e che, con i propri contributi, mantengono lo stato sociale.

La Lega Nord e io in qualità di sindaco mi impegno sin d’ora a cancellare immediatamente questi criteri assurdi e penalizzanti per le famiglie reggiane e a creare un sistema trasparente, virtuoso e di reale aiuto a chi ha bisogno di poter inserire il proprio figlio all’asilo e il primo criterio sarà l’essere residenti a Reggio e avere un lavoro.
Perché va aiutato chi ha davvero bisogno dei servizi e che paga di tasca propria la loro efficienza.

E’ uno dei dieci punti del programma che mi impegno a realizzare nei primi 100 giorni da Sindaco di Reggio Emilia.

DOCUMENTI:

pdf_iconTabella comparativa tra i nidi di Reggio-Parma-Verona

Graduatoria 2009-10 degli asili nido a Reggio Emilia

pdf_iconRegolamento degli asili nido a Reggio Emilia

Regolamento degli asili nido a Parma

pdf_iconRegolamento degli asili nido a Verona

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