L’ASSESSORE COMUNALE IUNA SASSI E’ PIU’ ATTENTA A FARE PROPAGANDA POLITICA A SCUOLA CHE A RISPONDERE NEL MERITO AL PROBLEMA DELL’ACCESSO ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA

Dopo aver denunciato la realtà della situazione nelle scuole dell’infanzia e dei nidi reggiani divisi tra graduatorie quasi off limit per le famiglie reggiane e gli assurdi criteri di accesso, l’assessore Iuna Sassi ha cercato di replicare arrampicandosi sugli specchi mentre contemporaneamente spediva agli insegnanti delle scuole pubbliche reggiane l’invito politico (scarica l’invito) di propaganda a favore di una candidata del PD!!!

Forse all’Assessore Sassi è sfuggito il fatto che l’autocertificazione attesta semplicemente lo stato di disoccupazione, senza tuttavia premurarsi di sapere se il soggetto che la presenta sia o meno intenzionato a trovarsi un lavoro (e il più delle volte non è così), mentre una dichiarazione di immediata disponibilità da presentarsi al Centro per l’Impiego vincola di fatto l’assegnazione del punteggio ad una volontà espressa e sottoscritta. La stessa autocertificazione, inoltre, non distingue fra una situazione contingente o transitoria, come nel caso di persone cassintegrate, licenziate, o che abbiano espresso volontà di lavorare, rispetto a scelte personali dettate da mero opportunismo. Del resto, allo stato attuale delle cose, è più vantaggioso rimanere disoccupati, salvo poi svolgere la propria attività in nero: in questo modo ci si garantiscono maggiori punteggi, più servizi e rette irrisorie.
Quanto al punteggio secondario, l’Assessore dice il falso, quando afferma, rispetto agli undici punti di chi abbia i nonni residenti fuori Italia, che “i punti in graduatoria sono ancora di più (dodici),se il nonno è deceduto”. Come ogni cittadino può vedere collegandosi al sito del Comune, infatti, i punti sono esattamente i medesimi, cioè undici. Ci si chiede, a questo punto quale sia il criterio che stabilisce che il punteggio di chi abbia i nonni residenti nei comuni non confinanti con Reggio Emilia ne abbia solo dieci (uno in meno), e quanto siano attendibili le parole dell’Assessore Sassi, quando afferma che “il principio ispiratore della nostra azione è legato unicamente alla presenza / assenza di una possibile ancora di salvataggio per i genitori”. Ci spieghi, l’Assessore, come mai chi ha i nonni residenti, ad esempio, a Catanzaro o Trento, debba avere un punteggio inferiore di chi ha i nonni che risiedono fuori Italia. Forse i nonni che abitano all’estero sono più “assenti” di chi abita agli estremi della nostra Penisola?

Ricordo di nuovo all’Assessore che ci sono ancora più di 400 famiglie in lista d’attesa nelle graduatorie di assegnazione delle scuole d’infanzia che aspettano una risposta.

Lei una risposta su questo non l’ha fornita, ci penserò a sistemare le cose quando sarò eletto sindaco di Reggio Emilia.

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