ALLA FIERA DELL’EST DOVE TUTTO E’ LECITO MENTRE I COMMERCIANTI REGGIANI RISPETTANO LE REGOLE:
UN ALTRO ESEMPIO DI RAZZISMO AL CONTRARIO

Da diverso tempo ormai tutte le domeniche nell’arco di tutto l’anno, si svolge in città un incredibile mercato di generi vari provenienti dall’Est, soprattutto Ucraina, senza la benché minima autorizzazione ed in spregio ad ogni regola commerciale.

Il via vai di badanti con borsine della spesa è impressionante, come molti reggiani vedono e raccontano.

Ai commercianti italiani è richiesta la Licenza, l’iscrizione Iva, i contributi obbligatori e tutta un’altra serie di regole da rispettare, per i venditori dell’Est invece c’è una specie di zona franca che oggi è di fronte al parcheggio del centro sociale AQ 16 e che prima ancora era nei giardini di Porta Santo Stefano.

Tramite il passaparola, le zone si stanno moltiplicando (vedi parcheggio del Cimitero Monumentale) Si può trovare di tutto, esibito dal retro di furgoni approntati per l’occorrenza: frutta e verdura, alcolici di provenienza estera, oggetti e suppellettili vari, sigarette di ogni tipo fabbricate in Ucraina e Polonia.

Sotto gli occhi di tutti, con il placet delle nostre autorità, si svolge un mercato abusivo, per 52 domeniche all’anno con giri d’affari cospicui, con scambi che in qualunque paese civile sarebbero considerati illegali (ricordo che solo per le sigarette, si tratta di contrabbando). Non parliamo, poi, dell’emissione di scontrini!

In Comune ci raccontano che alcuni di questi hanno permessi di vendita temporanei….
E’ l’ennesima presa in giro perché le leggi nazionali prevedono la vendita senza licenza solo ad hobbisti (che dovrebbero frequentare mercati per non più di 5 volte all’anno) e a ad artisti produttori di opere di ingegno e non è sicuramente il caso di queste persone, che comprano in paesi dell’Est e rivendono qui come qualunque commerciante nostrano.
Sorgono, quindi, alcune domande: perché questa amministrazione tollera senza sanzionare tali comportamenti illegali, anzi li favorisce dando loro una zona ad hoc ove poter svolgere indisturbati tali commerci? Perché si pretende ed ottiene dai commercianti regolari il pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico, licenza valida, emissione di scontrini, arrivando fino all’assurdo dei giorni scorsi, quando un ambulante italiano ha ricevuto ben due sanzioni perchè non avrebbe rispettato le metrature assegnate in concessione, e questi signori possono svolgere la loro attività illegale indisturbati, e, per giunta, in un’area pubblica?

Infine, quali sono i controlli effettuati sul rispetto delle procedure di trasposto e conservazione di generi alimentari, nonché delle norme CEE per quanto riguarda oggetti e suppellettili varie, che fanno bella mostra di sé dal retro dei furgoni?

Un’altra pagina nera dell’Amministrazione Delrio che la Lega Nord come forza di governo locale, si appresta a cancellare!

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