L’Assessore Catellani conferma con il suo intervento che la strada seguita dal Sindaco Delrio in questi cinque anni è stata solo la politica degli annunci e delle promesse non mantenute.

La questione infatti non è tanto nella scelta politica di scambiare l’importante edificabilità dell’area prospiciente la fiera a vantaggio di alcune cooperative con la realizzazione del palasport, cosa che di per se ha tutto il sapore politico di una nuova operazione Giglio, ma nel fatto che questa Giunta non è credibile e capace di programmare se in cinque anni non è stata nemmeno in grado di porre come promesso nemmeno la prima pietra del nuovo palazzotto, così come d’altronde non ha realizzato l’impianto di atletica indoor e la nuova palestra di Masone.
Catellani dovrebbe però chiarire perché, se sostiene che il palasport sarà a costo zero, sono stati inseriti a bilancio 3 milioni di euro nel biennio 2010-11 quale contributo in conto capitale per quel progetto e dovrebbe inoltre spiegare chi sosterrà le spese di manutenzione del nuovo impianto.

E anche sulle piscine di via Melato, Catellani dimostra di non conoscere i bilanci comunali.
Infatti dopo avere perso tempo utile e risorse pubbliche su un project financing che come prevedibile non ha avuto alcun esito, erano stati iscritti 3,6 milioni di euro lo scorso anno per le opere di manutenzione straordinaria di quelle piscine, risorse che quest’anno sono state cancellate per avere anteposto altre opere nel piano triennale degli investimenti.
Per Delrio le piscine di via Melato erano una delle priorità, ma si è limitato in questi anni solo alla manutenzione ordinaria: un’altra promessa disattesa.

Catellani farebbe bene quindi a non arrampicarsi sugli specchi: se infatti volessimo polemizzare con lui dovremmo semplicemente chiedergli conto della fallimentare rassegna di Fotografia Europea che lo scorso anno ha avuto “ben” 4.000 spettatori paganti (altro che i 54mila sbandierati) e nelle sue tre edizioni ha visto una spesa di 521mila euro solo per l’acquisto di fotografie che giacciono nei cassetti comunali, alla faccia dell’oculatezza nella gestione del denaro pubblico.

angelo alessandri
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