In una democrazia compiuta trasparenza e certezza delle regole sono alla base del confronto politico: si tratta di una precondizione indispensabile per ottenere la condivisione più ampia possibile in una qualsiasi scelta di governo.
Se parliamo poi di uno degli atti fondamentali di un Comune, come l’adozione di un nuovo piano urbanistico, per di più in una fase economica negativa, la condivisione è ineludibile.

Il nuovo Piano Strutturale Comunale di Delrio è invece delegittimato di fatto a causa della sua poca trasparenza, della genericità, e dell’ambiguità creata dal continuo rinvio ad un successivo Piano Operativo che invece dovrebbe politicamente essere delineato contestualmente al Psc.
Insomma la cornice è troppo ampia e per questo pare ormai chiaro che Delrio intende espropriare politicamente i diritti dei cittadini per sottomettere la città nella successiva fase operativa, nel tentativo tutto politico di consolidare il potere della minoranza cattocomunista che ha occupato il PD a Reggio come a Roma.

Se stiamo assistendo ad una levata di scudi da parte di molte Associazioni economiche locali, compresa quella parte silenziosa di cooperazione esclusa dai progetti del Sindaco, è perché questo Piano non garantisce i prerequisiti necessari alla sua adozione e perché dopo la sua adozione non ci sarà alcuno spazio per il confronto come promette Delrio, ma solo negoziazione politica.

Il rilancio di Delrio sul masterplan per l’area nord è chiaramente l’ennesima promessa politica da “furbetti”: perché salta fuori solo ora se no?
La prova provata che questa sia l’ennesimo sotterfugio politico di una Giunta inattendibile è sotto gli occhi di tutti: nonostante i richiami dello stesso Calatrava, gli elettrodotti presenti nell’area nord che deturpano il paesaggio e che dovevano essere eliminati sono ancora al loro posto!

Cosa dice poi Delrio della delocalizzazione dell’inceneritore di Cavazzoli decisa all’unanimità dalla Giunta provinciale? Dove si intende collocare il nuovo impianto?
Vuole tenere nascosta anche questa informazione al Consiglio comunale cui viene imposto in fretta e furia di adottare il Psc entro marzo?

L’arroganza e la supponenza politica del Sindaco Delrio è direttamente proporzionale alla sua debolezza: se così non fosse il Psc dovrebbe essere un tema di confronto della campagna elettorale in modo che sia il voto eventualmente a suffragarlo.
Delrio non ascolta nessuno, ma preferisce continuare a pasticciare politicamente così come dimostrato recentemente sulla incorporazione di Enìa o sulle Circoscrizioni: i reggiani sono migliori di chi li sta governando così malamente e debbono ribellarsi al ricatto politico di una minoranza irresponsabile di cattocomunisti che sta spaccando la città.

angelo alessandri
E’ ora di cambiare!

Il 6 e 7 giugno, vota ANGELO ALESSANDRI SINDACO
a Reggio Emilia

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