Come noto nel solo Comune di Reggio Emilia esistono ben 26 campi nomadi di cui 5 su aree pubbliche ed il resto su aree private.
Come noto nei campi nomadi pubblici il rispetto dei regolamenti comunali pare un optional: in via Da Genova ad esempio, nonostante le ripetute promesse, pare non siano ancora state attivate le utenze singole.
Come noto in molte delle aree private sono stati rilevati abusi edilizi trattandosi per lo più di superfici a destinazione agricola.
Come noto Delrio ha voluto inaugurare il progetto microaree da via Felesino, non rispettando la Legge Regionale che prevede una specifica destinazione d’uso delle aree adibite a tali fini che non è quella agricola, tanto da essere richiamato tanto dalla Provincia quanto dalla Regione.
Come temevamo sin dall’inizio del nefasto progetto politico “Tra il campo e la città”, Delrio ha nascosto tra le pieghe del nuovo Piano Strutturale Comunale la “polpetta avvelenata” ai reggiani: in una norma del Regolamento edilizio sta scritto che nelle aree rurali i campi attrezzati per la sosta dei nomadi “sono ammissibili in via ordinaria per intervento edilizio diretto … interventi di realizzazione di manufatti non configurabili come edifici ad integrazione di attrezzature preesistenti … nonché ogni altra opera pubblica non comportante esproprio”.
Con l’adozione del PSC ci pare che si stiano ponendo le basi da un lato per sanare gli abusi in area agricola per quanto riguarda i campi nomadi privati e dall’altro, in caso di vittoria elettorale, per dare pieno compimento al progetto microaree senza dire preventivamente alla città dove saranno collocate, in quanto gli interventi diretti non passano preventivamente nè dalle Circoscrizioni né dal Consiglio comunale: i reggiani se ne accorgeranno solo a lavori ultimati.
In più con questa norma ci pare che Delrio perseveri nell’infrangere la Legge regionale che prevede una destinazione non agricola dei campi sosta per nomadi.
E’ ormai chiaro che la cifra politica della Giunta Delrio è la fretta con la quale intende approvare i propri progetti senza dare la possibilità, tanto al Consiglio comunale che li vota quanto alla Città che li subisce, di poterli comprendere appieno, ma è proprio nella fretta che si compiono gli errori o si tentano di nascondere le immondizie politiche.
E’ ormai evidente che la trasparenza è nemica dei cattocomunisti, politicamente abituati a fare l’esatto contrario di ciò che sostengono.
I reggiani sono avvisati: chi vuole ancora Delrio Sindaco vuole altri campi nomadi.
E’ ora di cambiare!Il 6 e 7 giugno, vota ANGELO ALESSANDRI SINDACO
a Reggio Emilia
21 marzo 2009 |
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